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LA BROMELINA

22 gennaio 2024

Cos’è?

La bromelina è un promettente composto di origine vegetale, non tossico e con proprietà terapeutiche, utilizzato in molte branche della medicina: negli Stati Uniti la FDA (Food and Drug Administration) ha classificato la bromelina come additivo alimentare ed è tra le sostanze generalmente accettate come sicure.

Si tratta di un estratto ricco di enzimi proteolitici sulfidrilici presente nell’ananas (Ananas comosus). L’Ananas comosus è uno dei frutti tropicali commestibili più popolari, membro della famiglia delle Bromeliaceae, coltivato in diversi Paesi tropicali e subtropicali, tra cui Thailandia, Indonesia, Malesia, India, Kenya, Cina e Filippine.

Nello specifico gli enzimi proteolitici della bromelina si trovano in concentrazione nettamente maggiore nel fusto di questo frutto, motivo per cui mangiare l’ananas non produce gli stessi benefici dell’integrazione di bromelina.

Dal punto di vista biochimico vale la pena notare che l'estratto di bromelina, oltre a varie endopeptidasi tioliche, comprende anche altri componenti come fosfatasi, glucosidasi, cellulasi, perossidasi, glicoproteine, carboidrati, diversi inibitori delle proteasi e Ca2+ legato organicamente: l’insieme di queste sostanze che lavorano in sinergia conferiscono alla bromelina uno spettro di attività biologica piuttosto ampio e complesso.

Le ricerche hanno dimostrato che questo enzima è caratterizzato da proprietà antinfiammatorie, antiedemigene, antitrombotiche, fibrinolitiche, immunomodulanti, antiossidanti e antitumorali.

Secondo una recente revisione (Hikisz and Bernasinska-Slomczewska, 2021) la bromelina è una promettente sostanza per la medicina, in particolare per il trattamento delle malattie cardiovascolari, dei disturbi della coagulazione del sangue e della fibrinolisi, delle malattie infettive, delle malattie associate all'infiammazione e di molti tipi di cancro, ma la sua modalità d'azione non è ancora del tutto chiara: pertanto, sono necessari ulteriori studi per confermare e comprendere completamente i suoi benefici e possibili applicazioni mediche.

Qual è la sua origine?


Storicamente la bromelina è nota dal punto di vista chimico dal 1876 e il lavoro di isolamento della bromelina è iniziato nel 1891, quando Marcano e Chittenden la estrassero dal succo di ananas e la studiarono nel dettaglio.

A seguire, nel 1957, Heinecke scoprì che il gambo dell’ananas conteneva un quantitativo di bromelina superiore rispetto al frutto stesso, portando così alla produzione di tale estratto su scala commerciale e al suo conseguente utilizzo come composto fitochimico.

Il termine “bromelina” è stato originariamente utilizzato per descrivere qualsiasi pianta appartenente alla famiglia delle Bromeliaceae. Si tratta quindi di un termine generico per indicare gli enzimi proteolitici rilevati nei tessuti, quali fusto, frutto, foglie, della famiglia delle Bromeliaceae, di cui Ananas comosus è il più noto.

Fa dimagrire? Brucia i grassi?

È credenza comune che l’ananas faccia dimagrire perché non ha calorie e brucia i grassi.
Questo falso mito è stato diffuso dalla dieta South Beach, un piano dietetico ideato dal medico cardiologo Arthur Agatston negli Stati uniti: andiamo ora a smentire questa credenza ed argomentare le ragioni per cui l’ananas, e quindi la bromelina, non fanno dimagrire.

Partendo dal concetto per cui per poter dimagrire è necessario un bilancio energetico negativo (ossia un introito calorico inferiore al dispendio energetico giornaliero), la bromelina non ha effetti in tal senso in quanto si tratta di un insieme di enzimi con attività di proteolisi, mentre l’ananas nel suo complesso apporta 40 calorie per 100g, cioè poco meno di una mela.

L’ananas è un frutto come tanti altri e, per tale natura, è un alimento indispensabile per la salute, tant’è che un’alimentazione sana ed equilibrata raccomanda di consumare almeno due porzioni al giorno di frutta, accompagnate dal consumo quotidiano di tre porzioni di verdura.

Tuttavia, non esistono alimenti che facciano dimagrire o che, da soli, siano completi dal punto di vista nutrizionale: pertanto la convinzione che l’ananas faccia dimagrire è del tutto priva di basi scientifiche.

In secondo luogo per le sue proprietà enzimatiche, la bromelina può essere utilizzata per migliorare la digestione, in particolare di fonti proteiche in quanto permette di scomporre le proteine nelle loro unità strutturali, gli amminoacidi: possiamo quindi affermare che la bromelina contenuta nell’ananas favorisce la digestione ed aiuta a ridurre il gonfiore addominale.

Infatti, diversi studi scientifici ne dimostrano l’efficacia nelle dispepsie per carenza enzimatica gastrica e pancreatica.
La bromelina risulta attiva sia in ambiente acido (a livello gastrico), sia in ambiente neutro (a livello enterico) e si può quindi considerare un ottimo sostituto della tripsina e della pepsina. Di conseguenza la bromelina può mitigare i sintomi di disordini o bruciori gastrici, in particolare se usata in associazione ad altri enzimi come le amilasi e le lipasi.

Inoltre, questo falso mito sembra sia correlato anche alle proprietà antinfiammatorie e antiedemigene della bromelina, che permettono il drenaggio dei liquidi in eccesso. Infatti una riduzione dell’acqua extracellulare porterebbe ad una diminuzione del peso corporeo, ma ciò non significa che faccia dimagrire o bruciare i grassi.

Contrasta la cellulite e la ritenzione idrica?

In primo luogo è necessario fare una distinzione tra ritenzione idrica e cellulite.
La ritenzione idrica è una problematica che affligge milioni di persone, in particolare la popolazione femminile per il 30-40%: si tratta della tendenza del nostro organismo a trattenere liquidi a causa di diversi fattori, quali ridotta efficienza della circolazione venosa con accumulo di tossine che alterano il metabolismo cellulare già compromesso dal ridotto apporto di ossigeno e nutrienti.

Diversamente, la cellulite o pannicolopatia edemato-fibrosclerotica è un processo infiammatorio degenerativo a carico del tessuto adiposo sottocutaneo dovuto ad ipertrofia delle cellule adipose e ad alterazioni del sistema venoso e linfatico che provocano il ristagno dei liquidi presenti.

La comparsa della cellulite è imputabile perlopiù a cause di origine ormonale e vascolare, cui possono associarsi diversi fattori in grado di favorirne la comparsa e peggiorarne le manifestazioni.

Come accennato nel paragrafo precedente, sembra che la bromelina presenti un’azione diuretica che può quindi aiutare chi soffre di ritenzione idrica e cellulite ad eliminare i liquidi in eccesso, stimolando la diuresi e ripristinando il trofismo cellulare: non ci sono ancora prove scientifiche sufficienti a dimostrare tale meccanismo, ma sembra sia un effetto correlato all’azione antinfiammatoria della bromelina.

Infatti è accertato che la bromelina svolga una funzione antinfiammatoria, immunomodulante, antiossidante grazie all’azione sinergica delle sostanze contenute in tale estratto.

In ambito sanitario la bromelina è stata impiegata per un'ampia gamma di benefici terapeutici: per il trattamento dell'artrite reumatoide, delle tromboflebiti, degli ematomi, delle infiammazioni orali, delle ulcere diabetiche, delle infiammazioni rettali e perirettali, delle ferite, per l'inibizione dell'aggregazione piastrinica, dell'angina pectoris, delle bronchiti, delle sinusiti, dei traumi chirurgici e della pielonefrite e per migliorare l'assorbimento dei farmaci, in particolare degli antibiotici.

In tutti i casi, la bromelina somministrata per via orale ha dimostrato di alleviare significativamente il dolore e il gonfiore e di ridurre il tempo di guarigione alla metà di quello richiesto dal trattamento convenzionale.
Inoltre, la bromelina è stata utilizzata come farmaco (per via orale) per il trattamento di malattie sistemiche legate alla coagulazione: infatti è stato dimostrato che la sua somministrazione orale riduce il rischio di problemi associati ai coaguli, come l'infarto o l'ictus.

L’effetto antinfiammatorio della bromelina sembra correlato all’interazione con la lipossigenasi, determinando un aumento della formazione di plasmina, che ha un’attività fibrinolitica ossia è capace di scindere la fibrina impedendo o riducendo la formazione dell’edema localizzato.

L'attività fibrinolitica e l'azione antiaggregante delle piastrine interferiscono con l'attività della fibrina e impediscono la coagulazione. La plasmina inoltre riduce la sintesi di prostaglandine pro-infiammatorie e stimola la formazione di prostaglandine E1, un fattore inibitorio dell’infiammazione.

In secondo luogo, è stato anche dimostrato che la Bromelina riduce i livelli plasmatici di chininogeno, inibendo così la formazione di chinine, e di conseguenza riduce la condizione di infiammazione, edema e dolore.

Tutti questi fattori contribuiscono ad un miglioramento della circolazione, nel metabolismo cellulare, nel trofismo cutaneo e nel riassorbimento di edemi, essudati, ematomi, sostanze necrotiche ed agenti infiammatori.

L'attività antinfiammatoria della Bromelina è sicuramente quella più significativa poiché interviene su molti aspetti dell'infiammazione e trova nell'uomo diverse applicazioni cliniche.

Dosaggio e modalità di assunzione

Gli integratori di bromelina vengono solitamente utilizzati in caso di stati infiammatori dei tessuti molli, soprattutto in presenza di gonfiore (edema).
In commercio si trovano diverse formule di integratori: possono contenere sola bromelina oppure miscele di antiossidanti tra cui la bromelina. In genere si consiglia l’assunzione di 500-4000 GDU (gelatin digestion unit), ossia di 250 -2.000 mg di bromelina, da dividere in 2-3 assunzioni giornaliere.

Per ottimizzare l'attività biologica antiossidante ed antinfiammatoria della Bromelina, se ne consiglia l'assunzione a stomaco vuoto, mentre per sfruttare la proprietà digestiva si consiglia l'assunzione dopo i pasti.
La Bromelina può essere somministrata per via orale, parenterale o per infusione endovenosa ed è stato accertato che fino al 40% della Bromelina somministrata per orale può essere assorbita come tale.
Questi dati suggeriscono la presenza di un sistema di trasporto attivo. La sua emivita plasmatica è compresa tra 6 e 9 ore.

Effetti collaterali e controindicazioni

La bromelina è generalmente ben tollerata e priva di effetti collaterali clinicamente rilevanti. Tuttavia, un'assunzione eccessiva può aumentare la probabilità di sperimentare reazioni gastro-enteriche, quali nausea, vomito, dolori crampiformi addominali e diarrea: la sua integrazione è pertanto controindicata nei casi di ulcera peptica.

Eventuali reazioni allergiche associate all’assunzione di integratori contenenti bromelina possono manifestarsi nei casi in cui gli individui siano sensibili all’ananas o ad altre sostanze che potrebbero provocare reattività crociata con la bromelina, motivo per cui sono controindicati nei pazienti con ipersensibilità a questo principio attivo.

Inoltre si raccomanda cautela nell’assunzione di questi integratori nei casi in cui si assumono farmaci, in quanto sembra che la bromelina interagisca con medicinali anticoagulanti orali, agenti antitrombotici ed alcuni antibiotici. Nello specifico, l’integrazione di bromelina potrebbe potenziare l’attività farmacologica dei principi attivi contenuti in farmaci quali Warfarin o Aspirina.
Nello stesso modo, la Bromelina potrebbe aumentare l'emivita sierica e quindi le concentrazioni di antibiotici come l'Amoxicillina e le Tetracicline.

Pertanto è controindicato l’utilizzo della bromelina nei casi in cui ci sia contestuale terapia antibiotica o terapia della coagulazione del sangue.
Inoltre non si hanno informazioni sufficienti a certificare la sicurezza della sua assunzione durante la gravidanza e l'allattamento.
Si raccomanda quindi sempre il preventivo parere del medico.

Curiosità

Data la sua azione proteolitica, la bromelina è stata utilizzata per decenni da parte dell’industria alimentare per intenerire le carni in scatola, per chiarificare la birra e in generale nella preparazione di alimenti precotti. Altre applicazioni includono la concia per le industrie del cuoio e del tessile, la rimozione dei peli, la produzione di lana, l'ammorbidimento della pelle e le formulazioni di detergenti.

Sebbene l'applicazione principale della bromelina continui ad essere l'industria farmaceutica, la forte attività proteolitica dell'enzima ne supporta l'applicazione futura in molti altri campi. In natura esistono altri estratti con caratteristiche analoghe ed attualmente utilizzati dall’industria per scopi simili come la papaina (ricavata dalla papaya) e la ficina (estratta dal fico).

Conclusioni

La bromelina è un promettente estratto dell'ananas che contiene, tra gli altri componenti, diverse proteinasi strettamente correlate che dimostrano, in vitro e in vivo, attività antiedemigena, antinfiammatorie, antitrombotiche e fibrinolitiche.

Grazie alla sua efficacia dopo la somministrazione orale, alla sua sicurezza e alla quasi assenza di effetti collaterali, la bromelina si è guadagnata una crescente accettazione tra i pazienti come farmaco fitoterapico.

È stata infatti dimostrata la possibile applicazione della bromelina nel trattamento di malattie cardiovascolari, disturbi della coagulazione del sangue e della fibrinolisi, malattie infettive, malattie associate all'infiammazione e molti tipi di cancro.
Inoltre grazie alla sua natura enzimatica, la bromelina può essere utilizzata per migliorare la digestione di fonti proteiche in quanto permette di scomporre le stesse nelle loro unità strutturali. Di conseguenza questa sostanza favorisce la digestione e può aiutare a ridurre il gonfiore addominale.

Possiamo quindi affermare che la bromelina non fa dimagrire o “bruciare” i grassi.
Questo falso mito sembra sia correlato anche all’azione diuretica della bromelina che permette il drenaggio dei liquidi in eccesso, stimolando la diuresi e ripristinando il trofismo cellulare.

Infatti una riduzione dell’acqua extracellulare porterebbe ad una diminuzione del peso corporeo, ma non della massa grassa.
Gli studi sull'efficacia della bromelina nella gestione della ritenzione idrica e della cellulite sono limitati e non forniscono prove sufficienti per fare affermazioni definitive.

Se stai considerando l'uso della bromelina per la ritenzione idrica, è importante consultare un professionista della salute prima di farlo: la gestione della ritenzione idrica e della cellulite può richiedere un approccio più completo che potrebbe includere modifiche nella dieta, nell'attività fisica, o altre strategie consigliate dal tuo medico.

In conclusione la bromelina, come altri integratori con funzione antiossidante ed antiinfiammatoria, sembra possa fornire un supporto nel drenaggio dei liquidi per ridurre il fenomeno della ritenzione idrica, che comporterà una riduzione del peso corporeo ma non intaccando direttamente la massa grassa.

Ciò che ti permetterà di migliorare davvero la tua composizione corporea e che ti consentirà di dimagrire non sarà la semplice assunzione di un integratore ma il seguire, giorno dopo giorno, una dieta equilibrata ed ipocalorica affiancata da uno stile di vita sano e attivo.

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